Castelvenere esisteva già nei tempi Angioini. Sotto gli Aragonesi, si trova nominato con il nome modificato di Casalveni, quello di Castelvenere venne dopo, ma non si sa precisamente quando, ne perché. Dopo la peste del 1656, che la decimò, e dopo il terremoto del 1688, che quasi la distrusse, nel paese rimasero pochisime persone, solo 33 famiglie. Fu domino feudale prima alla Badia poi alla Commenda Telesina, quindi passò ai Monsorio e ai duchi di Maddaloni fino al XIX secolo. Oggi Castelvenere vanta un territorio molto fertile, circondato da dolci colline. È attraversato dal fiume Calore, dal torrente Seneta che nasce, a 600 m, dal monte Coppa e si versa nel fiume Calore. La produzione agricola è soprattutto incentrata sulla coltivazione dell'uva (infatti Castelvenere è il paese più vitato della regione Campania) da cui si ricava un ottimo vino. Il territorio castelvenerese è diviso in quattro contrade: Foresta, Marraioli, Petrara, Tore. Fa parte insieme ad altri 40 comuni della regione Campania, dell'associazione nazionale città del vino. Fa parte della Comunità montana del Titerno.